La ricetta dei costruttori per salvare l'edilizia europea
Più esportazioni, più investimenti e pagamenti puntuali, meno austerity.
Sono questi le linee di fondo dell'agenda di dieci punti presentata a Roma dall'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) per far ripartire l'economia europea e con essa anche la cantieristica.
Se infatti le esportazioni hanno retto alla crisi (+9,3% nell'area euro e +0,7% in Italia tra il 2008 e il 2012) le costruzioni si sono bloccate (-22% nell'area euro e -26,1% in Italia nello stesso periodo), fanno notare costruttori.
Tra i punti chiave anche una nuova governance che inverta le politiche di austerity che "tra il 2009 e il 2013 hanno portato a un crollo degli investimenti fissi lordi tra il 2,1% e il 2,8% del Pil in Europa e tra il 2,5% e l'1,8% in Italia".
Per fare questo serve una golden rule per gli investimenti, la modifica del patto di stabilità interno e del limite del 3% del rapporto deficit/Pil.
Altro punto fondamentale è una politica monetaria della Bce che sia compatibile con la ripresa del credito (che tra il 2007 e il 2012 è sceso del 60% per le famiglie, -76 mld di euro, e del 66 mld di euro per le imprese, -80 mld).
Altro tema sono i pagamenti alle imprese da parte della Pubbliche amministrazioni, con più di 10 miliardi di euro ancora da pagare.
In agenda c'è anche il costo del lavoro , la semplificazione e razionalizzazione e i sistemi amministrativi degli Stati e uno sforzo per garantire la concorrenza.
Gli ultimi aspetti riguardano la richiesta di riqualificazione del tessuto urbano anche attraverso il risparmio energetico e l'utilizzo dei 3 miliardi di euro in 7 anni stanziati in questo senso dall'Ue con i fondi strutturali, per realizzare un'edilizia sostenibile sul costruito esistente.